Sessualità

Come accettare la bisessualità

La bisessualità è sicuramente un orientamento sessuale ampiamente diffuso, così come lo è l’omosessualità o l’eterosessualità. Eppure, ancora oggi molte persone bisessuali devono far fronte a una serie di crescenti pregiudizi verso di loro, molti dei quali provenienti persino dalla comunità LGBT, in cui tutti si dicono progressivi e aperti.

“Scegli finalmente il tuo orientamento!” – è questa la frase che hanno sentito moltissime persone bisessuali dovendo far fronte a un gran ventaglio di problemi e difficoltà. Perché l’orientamento bisessuale, alla pari dell’eterosessuale o dell’omosessuuale, semplicemente non si sceglie. Esso esiste e basta: si tratta di un meccanismo interno al cervello, che ha a che fare con la biochimica dello stesso. E allora non resta che accettarlo, esattamente come le persone omosessuali accettano la loro omosessualità. E fare la pace con la propria anima accettando di vivere la vita così, sapendo che piacciono sia le donne che gli uomini. Ma come farlo al meglio? Ecco qualche consiglio.

1) Capire di non poter cambiare

Molti psicologi consigliano d’indagare in sé stessi per care se c’è qualcosa che si può cambiare nella propria vita. Ed è una conseguenza logica: se si vuole cambiare e si può farlo, allora si cambia. Se non si vuole farlo e si preferisce vivere la vita così… beh, allora perché no? La realtà è che non si può smettere di essere bisessuali, né si può voler essere eterosessuali. Semplicemente lo si è. E lo si sarà. Qualsiasi trattamento, cura o rimedio contro la bisessualità non può che essere del tutto controproducente portando a delle conseguenze negative per la persona stessa.

Proprio quando si capisce di non poter cambiare, si può finalmente accettare sé stessi per quel che si è realmente: delle persone esclusive, uniche, con un proprio orientamento sessuale e la propria vita. Nient’altro. Dalla comprensione di non poter cambiare deriva anche la volontà di vivere la propria vita in maniera unica, accettando sé stessi nonostante tutti i pregiudizi delle persone bifobiche che, spesso, si nascondono anche laddove meno te lo aspetti.

2) Instaurare i rapporti con gli altri bisessuali

In un mondo in cui si rischia sempre di essere soli e tagliati fuori dalla società degli altri non si può proprio fare a meno di prendere in considerazione anche un’altra opportunità interessante: quella di provare a collaborare anche con le altre persone bisessuali. Perché una forte comunità, fatta anche da 2-3 persone, è sempre una fonte di sostegno per coloro che devono lottare per la propria accettazione.

In un gruppo in cui si viene compresi, in cui si partecipa alle discussioni e si trovano anche degli interessi comuni diventa più semplice accettare la propria bisessualità. Quell’essere positivamente differenti; quell’essere così speciali tanto da avere un orientamento sessuale diverso sia dagli etero che dagli omo. In un piccolo gruppo di amici bisex si riesce sempre a vivere meglio la propria bisessualità. Con il tempo, inoltre, questa fonte di sostegno potrebbe persino trasformarsi in qualcosa di più di un semplice gruppo di amici: vale la pena prestarci attenzione!

3) Rivolgersi a un professionista?

Se proprio non si riesce ad accettarsi così come si è a causa di una società ancor oggi troppo chiusa e ricca di pregiudizi, allora si può prendere in considerazione un’altra possibilità interessante: quella di rivolgersi a uno psicologo. Al giorno d’oggi si tratta di professionisti con un gran ventaglio di conoscenze e competenze utili proprio per risolvere questo tipo di problemi. Non si tratta semplicemente di specialisti in grado d’indicare una strada da percorrere. Si tratta di professionisti che più degli altri possono aiutare a superare alcuni blocchi mentali fornendo alla persona bisessuale la possibilità di vivere la propria vita in una maniera completa, libera ed equilibrata.

Certo, in alcuni casi ci potrebbero volere più seduto dallo psicologo per ricercare la causa dei problemi legati alla bisessualità nel profondo inconscio. Tuttavia, si tratta di una figura professionale il cui supporto di conoscenze e quello morale può sicuramente aiutare a superare il difficile periodo.

4) Parlarne con i genitori

Spesso e volentieri si ha paura di accettare sé stessi, la propria bisessualità, a causa dell’educazione dei genitori. Questi sono sempre i primi responsabili delle paure dei figli: affrontare loro, quindi, significa affrontare le proprie paure. E vincere. Perché parlarne con i genitori permette di aprire le porte a una maggiore conoscenze del problema, a una più profonda comprensione.

Certo, non tutto potrebbe andare liscio, anche perché i genitori spesso appartengono a una fascia di età differente, hanno un altro modo di pensare e provengono da un’altra generazione. Ci vuole pazienza, ed è inutile negarlo. Tuttavia, con un po’ di attenzione al dialogo, alle parole da usare è possibile comunicare la propria bisessualità in modo tale da non causare alcun conflitto.

E una volta che sarà svolta la comunicazione, si potrà subito sentirsi più leggeri e liberi. Perché la paura dei genitori e del loro pensiero in merito verrà meno: in questo modo cadranno anche i numerosi ostacoli.

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